Siamo figlie del caos

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Siamo quelli della mia generazione. Siamo noi, figli e figlie della confusione, e ci hanno voluto così, programmati esattamente ad uno scopo, il consumo, col loro organo d’istruzione di stato, la televisione, che mentre imboniva di un sogno le menti dei nostri genitori nati prima della Distruzione, le nostre le faceva a pezzettini e vi metteva direttamente dentro ciò che voleva lui, le faceva a sua immagine e somiglianza.

Pasolini ci ha mostrato una via. O almeno ci ha provato, a seminare qualcosa che andasse veramente contro la tendenza maggiore, di più, ci ha insegnato a liberare le nostre menti. E con Petrolio lo avrebbe forse fatto in maniera definitiva. Ma no, lo hanno fatto fuori prima. E a noi è rimasta questa: un’opera incompiuta.

E noi siamo rimasti incompiuti.

Ci hanno tolto le nostre radici, e ci hanno insegnato a vergognarcene, e a non rispettarle.

Ci hanno cresciuto a pane e Non è la Rai, e poi ci chiediamo perché siamo dei mostri.

Ci hanno cresciuto nel culto edonistico della Perfezione, portando nelle nostre fragili psiche una nevrosi sconfinata data dal divario da ciò a cui segretamente ambiamo e ciò che siamo veramente; e gli animi insicuri lo si sa che sono i più sottilmente manovrabili.

Questa piaga dilagante e tarlo della società capitalistica in sé ha battuto con maggiore forza sul mio genere femminile. Ci hanno rese schiave di noi stesse sfruttando la nostra indipendenza, soprattutto quella economica, per manovrarci in modo più arguto che sotto il palese tradizionale patriarcato. Il Lui è solo diventato più unitario, più esteso: è il Lui che è il Mondo, dove gli Uomini vivono, soffocando La Terra. È la società non più patriarcale ma unitariamente maschilista, che vuole plastificare tutto, anche il corpo femminile, che da più di un secolo penetra e stupra la madre Terra per estrarne il materiale primo del suo dominio assoluto: il Petrolio. Il suo sperma mortifero. La morte della terra coinciderà con l’esclusione totale del rispetto del femminino nella nostra società.

La rovina ecologica va di pari passo con la rovina umana.

Nello scrivere Petrolio a mio avviso Pasolini aveva già intuito questo tarlo di fondo non solo della nostra società ma bensì della nostra totale cultura, e aveva suggerito una cura: il protagonista Carlo, infatti nel libro cambia forma e genere, si trasforma, fa esperienza di sé e del mondo.
Non sappiamo tuttavia che progetti Pasolini avesse per lui. Perché stava facendo qualcosa di troppo grande, stava ridando indietro le coscienze che il Potere aveva fatto così fatica ad offuscare.

Ma la strada è tracciata. Pasolini ci ha dato tanto.

C’è molto da fare, per questo bisogna militare ed essere attivi ed essere vivi, perché è questo che il potere teme.

Che gli individui imparino ad essere se stessi, che poi è la cosa più facile che c’è .

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