eneri e gli uomini, primi 10 mesi del 2015.

Io da qualche tempo ho perso qualsiasi fiducia nel genere maschile. Non mi attira più, non mi stimola più, non mi diverte per niente. Nell’ultimo anno ho incontrato giusto tre o quattro uomini che avrebbero potuto farmi cambiare idea ma poi, alla fine, si ributtano tutti nella brodaglia che li ha generati. Una delusione continua.

C’è quello che ti parla di Duchamp e di Sartre, ma se gli rispondi con argomenti validi non ti sta neanche a sentire perché tutto ciò che deve fare è pavoneggiarsi della sua cultura e usarla a fini sessuali.

C’è quello ignorante ma simpatico che poverino ci prova in tutti modi ma lo vedi che non ce la fa proprio a essere tuo pari intellettualmente.

C’è quello cafone, che senza tanti giri di parole ti fa capire che te, con due conoscenti fighette di cui si stava parlando, non c’entri proprio un cazzo. E non credo che il suo tono ironico si riferisse all’intelletto.

C’è quello che a una festa a casa di amici si presenta alla ragazza di fianco a te, a quella seduta di fronte, ma a te no perché forse la tua faccia non gli aggrada troppo. (a posteriori, ha fatto bene a evitare, sapete…)

C’è quello che vince un dottorato all’estero ma poi offende la sua ragazza dandole della cicciona (pesando ella 50 chili stentati) e successivamente della puttana.

C’è quello che è ciclotimico e c’ha l’ansia sociale e il bipolarismo e l’angoscia esistenziale e l’alienazione nel calcio e l’alienazione nella filosofia e il rifugio in mondi altri e l’evasione e l’educazione sentimentale di stocazzo e intanto se ti vede a giro ti guarda, ti vede, ma solo se è obbligato ti saluta con false riverenze, perché quando non è obbligato del tipo non capitiamo a un metro di distanza, cambia decisamente strada dissimulando una forte miopia.

C’è quello che prima ti propone mille cose, poi ti dà buca a tutte e mille.

C’è quello che se sta parlando con me e con un uomo di un argomento x a te non dà per nulla ascolto, ma a lui sì.

C’è quello che se parli di sport si gira dall’altra parte solo perché sei donna.

C’è quello pretone laico che non crede in niente se non nella giacca e nella cravatta.

C’è quello che non ha nessun vizio, apparte quello di sfidare ossessivamente i suoi limiti e cercare compulsivamente vie di fuga a una vita che probabilmente lo angoscia e lo annoia molto.

C’è quello che sembra normale, quasi brillante, ma poi capisci dai ripetuti “like” lasciati che sbava sulle foto di conoscenti comuni in abiti svolazzanti su facebook, e i like sono direttamente proporzionali ai centimetri di epidermide non lasciati alla fantasia. Nel frattempo le mie braccia cadono a trenta metri al secondo.

C’è quello che “pranzo da te, tanto è gratis”.

C’è quello che si offende se per una sera preferisci stare a casa e non lo scarrozzi in giro per mezza Toscana con la tua auto.

C’è quello che scrive su facebook ogni singola stronzata che nostro malgrado gli succede come se fosse il Werther di Goethe.

C’è quello che fa le scene madri alla sua ragazza perché è andata a ballare nella sala accanto con l’amica, dopo avergli chiesto esplicitamente il permesso.

C’è quello che è fidanzato e che quindi logicamente smette di parlarti e già che c’è ti cancella anche da facebook. Se ti fidanzi le altre donne cessano di essere degli esseri cui potersi interessare, hai ragione.

C’è quello che ha 30 anni e passa e si mette con la diciassettenne tutta sorrisi, beata lei.

C’è quello che dopo una vita di seghe ha (fatto) due palle così.

C’è quello mezzo olandese che per imparare qualcosa di nuovo va giustamente in erasmus in Olanda.

C’è quello che minimizza qualsiasi cosa. Specie se è un tuo pensiero. In quel caso ci gode in maniera particolare.

C’è quello che ignora le leggi della convivenza civile e cerca di dare la colpa a te per qualsiasi sua mancanza.

C’è quello (ex) che siccome le amikette fuorisede che si scopa sono via per l’estate allora ti scrive messaggi pieni d’affetto dicendoti quanto gli manchi il 15 di luglio.

C’è quello che smessaggiamo ma solo finché la mia ex non mi dà qualche segnale che mi vuole ancora. In tal caso tu eneri puoi anche morire.

C’è quello che si fa chiamare Vinicio perché fa figo e si acchiappa di più.

C’è quello che nam myoho renghe kyo. ed era comunque uno dei migliori.

Addio raga

PS. uomini non vi odio ancora ma ci stiamo andando vicinissimi. se qualcuno avesse argomenti da esporre per far risalire la mia stima verso questo genere è più che ben accetto.

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2 comments

  1. biawrite · ottobre 20, 2015

    … trascorro otto ore al giorno in un ambiente di lavoro prettamente maschile e… purtroppo no, non ho argomenti per sollevarti il morale!

    Liked by 1 persona

    • Eneri · ottobre 21, 2015

      grazie ugualmente per l’interessamento! e in bocca al lupo per il tuo ambiente di lavoro .__.

      Mi piace

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